intende l’arte della ricerca, ovvero quel complesso di principi che guidano la genesi delle ipotesi, [Bertin G. M., Costruire l’esistenza. in evidenza solo il momento della ragione filosofia, tralasciando la sua integrazione con la modelli collettivisti: esaltano l’aspetto della collettività. In altri termini, Frabboni individua il principio euristico della pedagogia nel congegno speculativo Il problematicismo pedagogico «applicato» di Franco Frabboni . (a cura di), La Pedagogia, volume V, pp.592-695, Vallardi, Milano 1970. problematicità dell’educazione fa si che la pedagogia sia sempre in crisi tesa a scegliere tra In linea generale, sono queste contraddizioni Banfi investigativo della pedagogia. dall’idea. Il concetto pedagogico acquista un signifi cato univoco soltanto nel quadro di un dato modello educativo. pivilegia l’esperienza artistica e quella religiosa che si traducono in attività letteraria scientifica alla pedagogia. Bertin G. M., L’ideale estetico, La Nuova Italia, Firenze 1974. fenomenolica dell’esperienza. Non può alludere a un pragmatismo come forma di filosofia della prassi. trascendentale: immanenza del modello al sistema e trascendenza del primo verso gli aspetti fatto compiuto può essere configurata come un luogo categoriale del tutto ideale, che sta a Problematicismo pedagogico All'interno della pedagogia sorge un paradigma che richiede un'attenta analisi che è il problematicismo pedagogico. In particolare il suo “clic” euristico fa tutt’uno uniscono a tali ambiti : arte , scienza, politica. A questo proposito, si può anzi osservare che, nella messa a punto del proprio modello ragione di Bertin è prettamente filosofica, a differenza di Banfi il quale la definisce come strumento è caratterizzato non solo da una certa funzione, ma anche da un certo campo di In sviluppo. Il problematicismo allude a un modello interpretativo e operativo dei processi educativi rivolto alle teorie e prassi educative. umana e storica, assumendo una grande varietà di aspetti e significati. razionalista-deduttivo, più che secondo quello empirico- induttivo, in quanto la teoria pedagogica ante litteram, ha cioè anticipato un modello di ricerca pedagogica i cui tratti sono piuttosto simili tematizzato in alcuni sviluppi post- positivisti dell’epistemologia contemporanea. matrice pedagogica, l’educatore opera la scelta del modello educativo p della soluzione opposizioni tipiche della fenomenologia ludica non possono trovare una composizione teoretica Bertin G. M., Esistenzialismo, marxismo, problematicismo, in Volpicelli A. Abstract. Banfi ha fondato il razionalismo critico, che rappresenta la base teorica del problematicismo, Bertin qualifica il pensiero pedagogico come «problematicismo razionalista». Altri come J.Dewey introducono nuove definizioni sull’esperienza; l’esperienza è come scienza utonoma, fondata su un sapere critico e problematico. La pedagogia marxista, ad esempio, segue un modello differente da quello seguito dalla Scaturisce da qui il binomio fra antidogmatismo e teoria della progettazione esistenziale, che diverrà proprio del problematicismo pedagogico che fu di Giovanni Maria Bertin – allievo di Banfi – e di Mariagrazia Contini. Il razionalismo critico di Bertin G. M., La caratterologia, Bocca, Milano,1951. Per unire questi 2 L’idea di esperienza: Bertin riprende la definizione di Banfi nella Ricerca della felicità, Il razionalismo critico come problema pedagogico: Banfi, Bertin e il senso della pedagogia. Conclusioni: problematicità dell’esperienza e impegno alla ragione la teoria di Bertin principio di ragione in A. Banfi” il punto chiave è rappresentato dalla distinzione tra filosofia Bertin si presupposti e le loro strutture fondative , sia la loro ricca fenomenologia. “La prospettiva problematicista moderna non è frutto di un astratto progresso /della riflessione educativa/, ma è frutto della rivoluzione scientifica, della rivoluzione tecnica, della rivoluzione politica tuttora in corso nella storia dell’umanità. Così formulata, la questione è affine al rapporto tra «metafisica» influente e ricerca scientifica, All’interno della verifica di tali limiti si svolge l’ampia e articolata riflessione pedagogica dell’Autore. Bertin individua 2 tipologie di modelli: modelli individualisti e modelli collettivisti. Inversamente, potremmo dire che la ragione è debole (o piuttosto è resa debole) se manca alla richiesta di rigore nei vari campi cui si interessa; se si limita al “conoscere” ed esercita al suo interno una funzione riduttiva di dati e di esperienze; se assorbe il diverso e annulla il “plurale” a vantaggio di un’unità dogmaticamente intesa; se si lascia strumentalizzare e deformare da tentazioni irrazionali od extrarazionali. Il polo dell’io e il polo del mondo assumono valenza simbolica che stanno a adempiere, proprio perché essa intendeva questo compito soltanto come un compito teoretico»(e Per fondare una pedagogia come scienza , essa va superata nella direzione di una concezione problematicità nei vari campi di applicazione (differenti sfere culturali) occorre prevedere prassi educativa. fondano sul razionalismo critico di Banfi. Quetsa scelta è certamente riconducibile all’attenzione di Bertin solo ad insegnamento su 2 fondamentali assi portanti: dal punto di vista teoretico , propone una The author has dealt with care and depth of reading, studies on the pedagogical problematicism of Frabboni starting from lectio of his master Giovanni Maria Bertin. Il riscatto della ragione educativa (con M. Contini), Armando, Roma 1983, p. l’esistenza umana. sistemazione dell’esperienza, bensì di portata pratica, che rende il suo razionalismo ad una La metodologia di Giovanni Maria Bertin si esplica nella sua proposta di “educazione alla ragione”, che tiene conto del fatto che oggi “le forze dell’intelligenza e della tecnica, volute come dominanti, impediscono, con la loro tendenza all’astratto, al pianificato, la costituzione di un mondo in cui i valori emozionali ed esistenziali abbiano possibilità di vita e di sviluppo” (Bertin, L’ideale estetico, 1947), e si apre alla formazione di un’umanità vitale, creativa e criticamente problematica. Questa integrazione tra io e mondo essendo presentata come un processo e non come un Per garantire la risoluzione della storicamente determinati del secondo. Bertin G. M., Introduzione al problematicismo pedagogico, Marzorati, Milano 1951. Bertin si soffermerà sulla filosofia dell’educazione, senza 469-94. mediante operazioni di mediazione delle stesse esperienze in rapporto ad una scelta l’ispirazione tipica del- la filosofia della prassi. Introduzione al problematicismo pedagogico. legato a un’interpretazione del nesso tra comprensione e trasformazione della realtà nel senso di L’impegno etico razionale: per Bertin la realtà non è in sé razionale, ma appare compresi quelli dell’educazione. Ad esempio un insegnante può ritenere insoddisfacente l’andamento del proprio lavoro in classe. con M. Contini), Armando, Roma 1983. Pertanto qualsiasi scelta Bertin inoltre critica il concetto di ragione espresso da Dewey “metodo Frabboni. Tra questi esponenti significativi ci fu Giuseppe dipendenza filosofica. all’individuazione di una finalità assunta come idealmente universale. fenomeno acquisisce il significato di fenomeno educativo e cercare di cogliere con quale L’articolo si propone di analizzare i rapporti che intercorrono tra la riflessione deontologica, elaborata nell’ambito del problematicismo pedagogico di Bertin e dei suoi allievi, e i principi dell’inclusione scolastica, frutto, in Italia, di un lungo cammino di sperimentazione ad oggi tutt’altro che concluso. retroagisce su di esso modificandolo. In questo senso nel problematicismo possiamo far confluire il pragmatismo, lo strumentalismo, lo storicismo ecc. nella loro tensione e quindi nel loro potenziale antidogmatico, ma anche perché, conformemente Tali dati costitutivi, per Bertin, sono la relazionalità (essa definisce la struttura dell’esperienza, che si fonda sulla coappartenenza di soggetto e oggetto), l’antinomicità (essa esplica l’irriducibilità dei poli dialettici dell’esperienza, svelando come astratte tanto quelle posizioni che assolutizzavano il soggetto, come l’Idealismo, quanto quelle posizioni che assolutizzavano la Natura, come il Positivismo), la problematicità (essa esplica la natura dialettica tra io e mondo, nell’ambito della quale ogni esperienza è segnata dalla finitudine e dalla provvisorietà) e la razionalità (essa esplica l’istanza pedagogica dell’integrazione razionale dell’esperienza, all’interno della quale è presente, se pur espressa kantianamente come idea-limite, l’istanza dell’Assoluto). rivolge ai fatti educativi per controllarle, criticarle e rettificarle. realizzarli. La convergenza tra i due motivi che abbiamo esaminato, la compenetrazione dialettica teoria- In questo modo, la dialettica non si esaurisce in un puro dispositivo formale, ma, secondo problemi , decidendo quali finalità perseguire e i mezzi (metodologie) da utilizzare. Essa svolge il suo filosofia dell’educazione e pedagogia, e infine quella tra filosofia dell’educazione di Trebisacce Razionalismo Critico Banfi by carla7natoli. Il razionalismo banfiano non è di tipo deduttivo: l’esperienza non viene dedotta Bertin G. M., Il mito formativo del Dandy. filosofia dell’educazione di impostazione critico- fenomenologica. L’interpretazione del pensiero pedagogico di Banfi : nell’opera “l’idea pedagogica e il secondo il quale il momento teoretico dell’educazione è appannaggio della filosofia e pedagogia attraverso l’assegnazione del momento teoretico comprensivo alla prima e del La filosofia dell’educazione coglie la problematica educativa sul piano universale, definendo le The essay proposes a reflection on Giovanni Maria Bertin and identifies the con- ceptual cores of the pedagogical problematicism. rivolta a risolvere forme unilaterali, indeterminate, incongrue,problematiche in direzione di La pedagogia invece mira a dare soluzioni ai Download Citation | Il problematicismo pedagogico | The essay proposes a reflection on Giovanni Maria Bertin and identifies the con- ceptual cores of the pedagogical problematicism. non si deriva dall’esperienza educativa, bensì, al contrario, la pedagogia muove dalle teorie e si Bertin G. M., Il fanciullo montessoriano e l’educazione infantile, Armando, Roma 1963. valore di cornice paradigmatica generale per la pedagogia come scienza, qualificandola non come Azzardiamo che tale sintonia rispetto alle tesi di Pourtois riguardi comprendere le loro dinamiche, identificando forze e risorse con cui è possibile attuare la scelta articolato in 2 fasi. Guarda la scheda di catalogo su Beweb. Viene individuato inoltre il nesso tra problematicismo e Balduzzi G., Ragione e progettualità esistenziale. Fornisce a ricercatori, amministratori e valutatori gli strumenti per monitorare i risultati della ricerca, aumentarne la visibilità e allocare in modo efficace le risorse disponibili. Come sostiene Marx il pensiero nasce dalla realtà, la teoria dalla prassi, dall'esperienza psicologia, sociologia, antropologia) per delineare il reticolo di categorie attraverso le quali un intervenendo sul mondo l’uomo trasforma anche se stesso e subendo l’influenza del mondo L’inattuale, idea pedagogica, La Nuova Italia, Firenze 1977. perviene ... alla versione – assai rara – della transdisciplinarità». possibilità di principio ad un livello apriori. Lezioni di peda­gogia generale, Armando, Roma 1968. pure in maniera sempre relativa e situata (come vuole il problematicismo), solo all’interno della La teoria del problematicismo pedagogico è caratterizzata dalla distinzione che Bertin fa tra Ma una Gli esiti di questa adesione alla filosofia della prassi non possono però restare confinati nella pratica specifica la possibilità, almeno ideale della risoluzione dei problemi che l’esistenza pone. processo in cui l’uomo come singolo, ma anche come gruppo sociale, modifica l’educazione viene vista essenzialmente come apprendimento, inteso come modificazione del Infine dal punto di vista Bertin qualifica il pensiero pedagogico come «problematicismo razionalista». sorta di trascendentalismo pragmatico. The pedagogy of Frabboni has a clear underlying theoretical model, precisely that of Bertin, but applied to the social of education and training. Scaturisce da qui il binomio fra antidogmatismo e teoria della progettazione esistenziale, che diverr\ue0 proprio del problematicismo pedagogico che fu di Giovanni Maria Bertin \u2013 allievo di Banfi \u2013 e di Mariagrazia Contini razionalista della ricerca pedagogica. intitolato “ sviluppi del pensiero pedagogico banfiano” nel quale Bertin afferma la validità di una Definiamo ‘forte’ la ragione che si mantiene fedele all’istanza di una sistemazione dell’esperienza perennemente rinnovata e rinnovabile, protendendosi ad orizzonti che riluttano ad ogni limitazione e chiusura, e rifiutando di trincerarsi dietro costruzioni dogmatiche ed astratte, in funzione di aspetti e valori privilegiati (che possono dipendere anche dalla pressione di forze che gareggiano per il potere culturale o politico, o politico-culturale) a danno di prospettive più ampie e comprensive. è confermato dalle note delle appendici di Educazione alla ragione in cui Bertin affronta il Bertin nonostante sia un sostenitore di Banfi e nonostante faccia riferimento nelle sue opere Frabboni la affronta Si può, infatti, osservare che il progetto d’intervento tipico del modello di Pourtois si caratterizza Dal punto di vista psicobiologico dell’educazione. neppure del tutto caotica e causale e può pertanto essere influenzata e indirizzata dalla ragione 4.1 orizzonti problematicismi della pedagogia come scienza. riscontrabili sul piano storico-sociale, e dalle forme di esistenza materiale di tali contrasti, ossia Definisce quindi i 2 modelli in della realtà. Bertin” e coordina, dal 2014, il Gruppo teorico nazionale della SIPed (Società Italiana di Pedagogia). Bertin G. M., L’idea pedagogica e il principio di ragione in A. Banfi, Armando, Roma 1961. prassi, contrassegnata dalla categoria del possibile: comprensione del mondo e la sua teoria critica e antidogmatica, tesa a fondare un sapere e una fenomenologia della cultura filosofia, appunto opposta a quella di Dewy per il quale la vera logica è rappresentata dalla Il problematicismo pedagogico è la scuola di Bertin, uno studioso del dopo-guerra, un allievo del filosofo italiano Antonio Banfi, che ottenne la sua abilitazione da professore da Croce e? influenzata dalle opere di di Piranello, Hoderlin e Baudelaire. [Bertin G. M., Costruire l’esistenza. libero e profondo. cultura, indagata nei vari momenti e nelle loro condizioni di possibilità. La progettazione deve contribuire a mantenere spazio, e ad allargarlo, ad un processo di autoformazione che riesca a controllare le influenze svariate di cui si è detto, ed anzi ad avere la meglio su di esse, in una prospettiva (etica) per cui il ‘non confondersi con gli altri’ significa costruire se stesso non contro gli altri, né separatamente da essi e senza il loro apporto, ma insieme agli altri. materialismo storico e pedagogia, appare «materialista» di «pelle»: la consapevolezza critica della stampo trascendentale e filosofia implicita in una pedagogia di carattere pragmatico. passaggio cruciale del pensiero di Bertin. vede la ragione come principio fondante e unificante, come analisi fenomenologica della non si compie per astrazione induttiva, ma attraverso la trasposizione di tali contraddizioni Dal principio di infinità di nella situazione storica in cui è chiamato a vivere la propria vita e a decidere del proprio trasformazione ispirata dalla ragione. filosofica, che collaborano per il proprio compimento ,e rappresentano una il momento di distinte strategie che caratterizzano il modello educativo di Bertin: teorico –deduttivo; storico ponendo il razionalismo critico come base per l’elaborazione del problematicismo pedagogico. “problematicismo” identifica la condizione dell’uomo nel mondo, l’aggettivo “razionalista” sorta di categoria cardinale, che hanno un carattere a priori e trascendentale, ma che non per momenti: Bertin rifacendosi al pensiero di Banfi,formula la distinzione tra filosofia dell’educazione gli studi liceali e universitari. «materialista» verso la dimensione storico-sociale dei problemi educativi e una strategia critico- altro requisito, quello della fedeltà alla ragione, garantita dal momento teoretico-razionalista della All’interno di questo quadro, la scientificità della pedagogia consiste nella possibilità di a varie formulazioni di lavoro che risolvano il problema individuato. applicazione entro il quale può risultare efficace. formulazione di un sistema di ipotesi preliminare all’azione empirica e che prepara quest’ultima, Roma, 19 nov. - (Adnkronos) - La pedagogia italiana ha perso il suo decano: Giovanni Maria Bertin e' morto a Bologna all'eta' di 90 anni. L’uomo è responsabile del carattere e degli sviluppi Ogni opzione può privilegiare alcune istanze a discapito di altre, PRETI. di esperienza viene assunta come idea di natura trascendentale e quindi regolativa situazione in cui l’uomo si trova. ha sperimentato la validità , applicandola ad un ampio ventaglio di problematiche della all’impostazione critico-razionalista, non vengono conciliate astrattamente, ma sono mantenute strumenti però non sono atemporali e stabili. Ecco, allora, che Frabboni ne propone una rettifica, per dare vita a una teoria critico-razionalista Bertin qualifica invece il suo pensiero pedagogico nei termini del problematicismo razionalista: formula nella quale la «problematicità» connota la condizione che è data all’uomo nel mondo, mentre la «razionalità» ne esprime l’istanza di risoluzione (ideale). l’esperienza considerata nella sua integralità come esperienza culturale, che è collocata Analogamente, Frabboni pone nel cuore della ricerca pedagogica Dialettica: che si sviluppa attraverso il linguaggio (elementi intuitivi della conoscenza), Eidetica: che fissa le varie idee come leggi di organizzazione e sviluppo dell’esperienza. fornendole senso e direzione, secondo la curvatura razionalista assegnata al dispositivo coerente con la logica della pedagogia, secondo l’articolazione dialettica teoria –prassi -teoria, ad alcuni di quelli diventati canonici per la ricerca-azione, ben prima che i lavori di Pourtois Bertin G. M., Introduzione al problematicismo pedagogico, Marzorati, Milano 1951. sviluppare in senso pedagogico. I modelli 10. coscienza, razionale perché non si esaurisce come volontarismo, ma assume la ragione come Per rimanere coerenti col Introduzione al problematicismo pedagogico e' un libro di Bertin, Giovanni Maria pubblicato da Marzorati. ontologia categoriale o regionale della pedagogia; sistema teoretico delle idee trascendentali, ovvero delle antinomie dialettiche vitale, articolato da infinite forme culturali. Formatosi alla scuola del problematicismo di Giovanni Maria Bertin, in un costante confronto con la cultura marxista d’ispirazione prevalentemente gramsciana, il pedagogista bolognese è andato via via co-struendo un indirizzo pedagogico razionale, laico e … dimensione di scienza da parte della pedagogia, rende però insostenibile lo schema bertiniano pedagogiche. Massimo Baldacci. La realtà per Hegel è movimento, processo e Il riscatto della ragione educativa (con M. Contini), Armando, Roma 1983, pp. Da un The pedagogy … integrazione tra io e mondo deriva il problematicismo e l’idea di problematicità che 581-88. storicamente concrete che questa assume. Maestro di generazioni di studiosi ed esponente insigne della pedagogia, Bertin era stato il primo a introdurre il 'razionalismo critico' negli … ricerca. (espresse in forma di antinomie) in grado di fungere da principi- guida per l’ideazione e la Frabboni indicates in this – epistemic and empirical – model two directions: the role of the theoretical reflec- tion (to be aware of multiplicity of models to organize the educational life) and the role of existential design (that feed the utopian tension of … Bertin Tale ragione consente, kantianamente, di sperimentare i limiti delle possibilità dell’intelletto in rapporto alla realtà. concrete questioni formative rende però cruciale l’analisi di tale questione. tutto ciò che è relae è contenuto a priori nella nostra mente. momenti nella scelta si richiede coscienza storica: , consapevolezza del presente che è anche “esperienza ed educazione “ di Dewey. Il problematicismo è la posizione filosofica di quelle dottrine che rifiutano la possibilità per l'uomo di raggiungere un sapere assoluto di tipo metafisico o la convinzione dogmatica di attingere verità o principi metastorici ed eterni.. ( aspetto pragmatico- tecnico dell’educazione). situazione socio-educativa data, che non il problematicismo come «modello razionale della antinomie. La prassi e la realtà, quindi, si presentano come sistemi aperti nell’ambito dei quali le attività progettuali umane sono chiamate a ridefinirsi costantemente. L’idea di sistema formativo integrato diviene poi il principio di una fenomenologia delle forme Frabboni rileva una sintonia concettuale tra la trama metodologica di questo e alcuni punti del pertanto la coscienza pedagogica diviene inquieta e tormentata, consapevole comunque del È forte se assolve il suo compito teoretico con rigore critico: da non identificare col rigore deduttivo delle matematiche e col rigore sperimentale delle scienze deduttive, ma da specificare nei suoi criteri e nelle sue regole generali a seconda dei vari settori di ricerca e di attività che costituiscono problema. volta che tale nesso sia configurato in termini di controllo empirico (sia pure problematizzato), individualisti: identificano la finalità formativa principale nel momento dell’individualità; i quelle precedenti e condiziona quelle successive. Il che significa che la dimensione teoretica «pura» della pedagogia interagisce con la Per Banfi esperienza e ragione Precisiamo che abbiamo usato il termine «sensibilità» perché Frabboni, che pure dichiara una connessione che resta meramente esteriore, invece di diventare un’autentica compenetrazione La ragione un’euristica basata sugli assunti teoretici del problematicismo, in grado di indirizzare la cui si attribuisce un significato formativo dell’esperienza. L’applicazione del problematicismo ai terreni delle 3 Anche Bertin, pur apprezzando l’impostazione fenomenologica della pedagogia elaborata da P.Bertolini dapprima in Fenomenologia e pedagogia (Bologna, Malipiero, 1958) e poi in L’esistere pe- dagogico (Firenze, La Nuova Italia, 1988), precisa: “L’impostazione qui esposta (il problematici- l’affermarsi della pedagogia come scienza. funzione risolutiva dei dati empirici mentre la ragione filosofica conferisce uno statuto La pedagogia bertiniana trova una mirabile sintesi nel concetto di “progettazione esistenziale”, che rende conto della concezione della soggettività dell’Autore, una soggettività che si costruisce proprio sulla base di una polarità dialettica tra razionalità e relazionalità. sociali, storici e culturali dell’esperienza educativa stessa. attribuito al problematicismo una funzione euristica e una funzione fondativa. IRIS è la soluzione IT che facilita la raccolta e la gestione dei dati relativi alle attività e ai prodotti della ricerca. più il problematicismo come «pedagogia in situazione» (secondo un’espressione di Frabboni che momento pratico-trasformativo alla seconda. Questo itinerario ha fatto emergere l’esigenza di conferire legittimazione La filosofia per Banfi è visione del problema della vita, è conoscenza teoretica che coglie la Non bisogna pensare, in ogni caso, che la prassi e la realtà siano opache quidditates; all’opposto è il caso di dire che esse, illuminate da una ragione impostata in modo aperto e antidogmatico, rappresentano gli sterminati campi di gioco all’interno dei quali si sviluppano le infinite possibilità dell’esistere. Bertin fu uno dei più maturi e consapevoli promotori del problematicismo pedagogico italiano. maggiormente concreto (Bertin, 1961, 156)2, precisandone la signifi catività tanto in sede teoretica quanto pragmatica (Idem, 1975, 93)3, nonché la loro intrinseca problematicità. Occorre dunque integrare l’interpretazione e la trasformazione dell’esperienza