– molto spesso gli esami mettono in evidenza dei tumori in situ,cioè delle piccole formazioni che non evolvono in tumore e non danno alcun  problema di salute. Può riferirsi al soggetto, al predicato o ad un complemento. gli domandò chi fosse; gli chiese che cosa volesse; le chiese quale libro preferisse. Le congiunzioni si distinguono secondo la forma e secondo la loro funzione. Si usa nelle proposizioni principali enunciative, nelle secondarie soggettive ed oggettive (specie con i verbi affermativi), nelle causali, consecutive, temporali, locative, avversative, modali, ecc. I verbi servili (o modali) sono dovere, potere, volere . – bocconi, ginocchioni, ciondoloni, tastoni, carpone, ecc. – il buon maestro; il mio affezionato cagnolino; il mio molto caro amico; – il di lui padre, la di lei sorella, il di loro amico, il cui fratello. a) un’azione o uno stato nella sua durata in rapporto al passato: pioveva quando uscimmo; Giuseppe dormiva quando lo andai a trovare; era già sera, quando rientrammo in casa; b) un’azione ripetuta nel passato (imperfetto “iterativo“): tutti gli anni passavamo l’estate al mare; ogni anno erano rimandati a settembre; c) azioni o stati descrittivi o narrativi: C’era una volta…; una fitta nebbia copriva la vallata. via! All’inizio ignorai la cosa, feci l’appello e poi dissi agli alunni di prendere il quaderno di italiano perché avremmo fatto l’analisi grammaticale di … ; magari! A che pensi? A che pensi? Esso si forma aggiungendo al tema dell’aggettivo il suffisso -issimo: bellissimo, carissima, velocissimi, graziosissime; # il superlativo relativo (di maggioranza e di minoranza), quando il massimo grado è espresso con un paragone. L’imperativo può venire espresso anche mediante espressioni ellittiche: Silenzio! – mezzaluna-mezzelune, mezzanotte-mezzenotti, mezzatinta-mezzetinte; –  il dopopranzo, i dopopranzi; la retrobottega, le retrobotteghe,ecc. Le automobili, delle quali mi hai parlato, sono molto belle. E’ introdotto dalle espressioni: essere lontano, distare. Il compagno, col quale vai di solito a passeggio, è amico di mio fratello. Euroregione Il ritratto, tracciato da Julius Franzot, di Otto d'Asburgo, figlio dell'ultimo imperatore dell'Austria-Ungheria e capo della Casa d'Asburgo dal 1922 al 2007. L’accrescitivo serve per indicare che una persona, animale o cosa è più grande del comune; e si forma aggiungendo alla radice del nome il suffisso –one per il maschile, e –ona per il femminile: omone, ragazzone, ombrellone, librone; fanciullona, casona. Per distinguere con sicurezza la forma riflessiva da quella reciproca, bisogna vedere se nel senso della frase nuoccia o no l’aggiunta delle parole a vicenda, fra loro, l’un l’altro o simili. Una forma speciale del complemento di fine è quella di un sostantivo preceduto dalla preposizione da e unito ad altro nome per indicare a quale uso è destinata una cosa: ad esempio: sala da ballo, camera da letto, carta da lettere. Viene pure adoperato in correlazione con “taluno”, “alcuno“: ad esempio, Taluno sostiene questa tesi, altri è di diverso avviso. La proposizione (o frase) è l’espressione di una unità di senso compiuto, determinata sia rispetto alla modalità che rispetto al tempo. Beato te! – Sì, ma non ci ha convinto. Talvolta la costruzione gerundiva viene sostituita da quella participiale: Sparsasi la notizia (che sta per: essendosi sparsa), tutta la famiglia era in grande apprensione; Avuti i disegni tecnici (che sta per: avendo avuto i disegni), furono iniziati i lavori. Si usa anche nei proverbi: Un bel tacer non fu mai scritto. –  Mi è uscito dalla memoria; Se ne è andato dalla famiglia; Si è separato dalla moglie; E’ uscito dal partito; Carlo si è allontanato dalla religione; Finalmente mi sono liberato di un peso. Come già spiegato, quando il complemento di agente è espresso da un nome di cosa, è detto complemento di causa efficiente. – Alcuni avverbi ammettono anche l’alterazione :  bene, benino, benone; male, maluccio, malaccio; poco, pochino, pochetto; presto, prestino, ecc. Ho avuto troppi guai. bagnato zeppo, ubriaco fradicio, stanco morto, ricco sfondato, hanno un significato superlativo ,non possono avere gradazione, forme regolari del comparativo e del superlativo. 1) Quelli che hanno forme eguali agli aggettivi dimostrativi , dai quali si distinguono per il fatto di non essere accompagnati dai nomi. in che modo? Cioè,sono più convinta per il liceo classico,ma ancora non ne sono sicura al 100%. Sergio Franzese - RAKARÁSSA ROMANÉS - TESTI IN LINGUA ROMANI (zingara) (DIALETTO SINTO PIEMONTESE) Intorno a lui grandinavano le pallottole. l’idea del verbo senza determinazione di persona e di numero, in funzione di un sostantivo, di un’intera proposizione soggettiva. per che cosa? 3) I collettivi indicano un insieme numerico di persone o di cose. Mi credi? Indicativo presente. Ti dico il motivo per cui (per il quale) son venuto. 1) I moltiplicativi sono quelli che moltiplicano una quantità: doppio, triplo, quadruplo, quintuplo, sestuplo, e anche: duplice, triplice, quadruplice, quintuplice, sestuplice), ecc. Sono ambo, entrambi, ambedue, che significano tutti e due. indica un’azione interamente compiuta quando ne è sopravvenuta un’altra. Paolo (viene sottinteso è il primo della classe).  su, giù, lassù, laggiù, ivi, ove, dove, donde, dovunque; vicino, lontano, davanti, dietro, altrove, fuori, dentro, presso, oltre, dappertutto, di qui, di qua, di lì, di là. Ad esempio: Non c’è altri che lui che possa aver detto queste cose. – come vedi sopra,queste sono le parole di Richard Abli,professore universitario scopritore del  PSA e da molti anni sta avvertendo le persone di NON fare il PSA. – fai 1 clic sul segno + e lo Zoom andrà al  110%. Nella prima frase sopra è avverbio, perché precisa solo il significato del verbo abita e non ha dopo di sé alcun complemento; nella seconda frase, sopra è invece preposizione, perché mette in relazione tra loro le parole abita e negozio. felice lei! E’ retto dalle preposizioni a, da, su, per, sotto, verso e simili: – Vado a Parigi; La nave giunse in porto; Verrà da te; Torno in paese; Salì sul tetto; L’attaccante si diresse veloce verso la porta; Partì per l’America; Andò a ripararsi sotto il balcone. Le congiunzioni coordinative uniscono due o più elementi di una proposizione o due proposizioni, senza fissarne un raporto di dipendenza. ; Con gente siffatta è inutile discutere. orsù! Un verbo transitivo può diventare passivo in tre modi: a) premettendo al suo participio passato le voci corrispondenti del verbo essere: io sono lodato; tu eri lodato; che essi siano lodati. Un nome si dice alterato quando vi si aggiunge un suffisso che ne modifica in parte il significato. di che cosa?) di che cosa? Niente, nulla sono indeclinabili e significano nessuna cosa. Intorno a lui grandinavano le pallottole. – Affine al moto da luogo è anche il complemento di origine o provenienza, come si può ben osservare nei seguenti esempi: – Quell’immigrato proviene dalla Tunisia; Luigi è di Bari; Quei vetri vengono da Murano; Ti è arrivato un regalo da tuo figlio. Il verbo è la parola che designa un’azione, un avvenimento, uno stato, una qualità o proprietà, l’esistenza del soggetto. Il valore 4 è stato definito dalla comunità scientifica in maniera arbitraria,non c’è uno studio pubblicato che confermi che questo 4 è un valore di sicurezza,cioè se sto sotto 4 sono sicuro di non avere un tumore alla prostata,ebbene,questo valore arbitrario non conta assolutamente NULLA! Paese che (= in cui) vai, usanze che trovi, La moglie del dottore che mi hai presentato (la moglie o il dottore? Ambo e ambedue sono invariabili. : se ne andava bello bello; Carlo era bagnato bagnato; il padre tornò a casa scuro scuro in volto; d) rafforzando l’aggettivo con un altro aggettivo che dia rilievo alla qualità: bagnato zeppo, ubriaco fradicio, stanco morto, ricco sfondato, ecc. Egli è meno bravo di te; il tentativo è meno utile che rischioso. – Dante morì a cinquantasei anni; Gli elefanti raggiungono spesso l’età di centottant’anni; Quando l’età è solo approssimativa si usano le preposizioni  su oppure circa, all’incirca o verso: – Una signora sulla quarantina; Avrà avuto circa novant’anni; Un giovane diventa maturo verso i trent’anni. eccome!. I nomi propri hanno sempre l’iniziale maiuscola, uomo, cavallo, fuoco, tramonto, pensiero , terminano in o, poeta, profeta, patriarca, papa, duca  terminano in a, casa, sedia, luna, stella, alba , terminano in a, mano, radio, moto, auto, dinamo, Saffo, Ino, Ero  terminano in o. sono detti i nomi per i quali la specificazione è data dall’aggiunta dei determinanti maschio e femmina: la rondine maschio, la rondine femmina; il topo maschio, il topo femmina. Per distinguerli, basta sostituire la parola che con il quale, la quale, i quali, le quali. Come si esprime la propria opinione in italiano? “questa cosa”, “queste cose”; “quella cosa”, “quelle cose”. questa o quella cosa, queste o quelle cose: il ragazzo che gioca; il giocatore che ha segnato più reti; le donne che hai offeso; i prigionieri che sono stati liberati. I connettivi testuali sono avverbi, congiunzioni, preposizioni o espressioni che si utilizzano per collegare frasi (sia coordinate alla fr... Come si trasforma una frase dal discorso diretto al discorso indiretto? Alto là! Il gerundio passato esprime un fatto avvenuto nel passato in relazione ad un altro avvenuto posteriormente o che avviene o che avverrà: Avendo ricevuto un invito, lo accettai ben volentieri; Avendo sbagliato, rimedierò quanto prima all’errore; Essendo stati promossi, andremo in vacanza premio. – come espressione di cortesia o di modestia: Desidera, signore? è  preceduto dalla preposizione per,  da, durante, circa, su, intorno, verso: –  Lo ascoltai a lungo; Ti ringrazierò eternamente; Visse lo spazio di un mattino; Pregammo per venti minuti; Ci aspettò per tutta la mattinata; La nonna visse novant’anni; Staremo qui fino a martedì; Mio padre lavorò in fabbrica per cinquant’anni; Resistemmo per circa un mese. Invece, si dovrebbe dire: Che bella cosa! Basterà ricordare che sono avverbi quando non hanno nessun complemento, sono preposizioni quando hanno dopo di sé un complemento, quando cioè precedono un nome, un pronome, o un infinito. Se precedono il verbo , conferiscono un significato negativo alla proposizione : ad esempio, niente può farlo recedere dalla sua posizione; nulla è stato deciso sulle cose da fare. Di solito, l’interiezione è seguita dal punto esclamativo, che può anche essere collocato alla fine della frase: Cattivo!, non hai pietà neppure di tua madre. Inoltre bucando la parete intestinale,il rischio di introdurre batteri nella prostata è molto alto ed infatti le infezioni sono all’ordine del giorno anche se viene fatta una prevenzione antibiotica. ragazzi scapestrati, quei libri sono rovinati. Non si ha dunque forma riflessiva quando le particelle svolgono la funzione del complemento di termine : ad esempio, Io mi lavo il fazzoletto (io lavo il fazzoletto a me); Noi ci prepariamo la colazione (noi prepariamo la colazione a noi stessi). b) per mezzo dei prefissi arci, stra, ultra, super, extra: arcinoto, straricco, ultrarapido, supersonico, extrapotente; c) ripetendo l’aggettivo: bello bello, bagnato bagnato, scuro scuro, ecc. presto! L’apposizione (da apporre «mettere accanto») è un sostantivo che si aggiunge ad un altro per determinarlo e per attribuirgli una proprietà particolare. Queste grandissime persone ti avranno spiegato delle cose davvero interessanti, ma se vuoi condividerle con noi devi fare di meglio, se non dal punto di vista concettuale, almeno da quello espositivo. Sì, certo. – Egli mangia poca carne. viva!. un’azione o uno stato che si realizzerà in un tempo futuro, prossimo o non, luogo dell’imperativo, di un comando assoluto o attenuato. aderisco ad un’iniziativa; rinuncio alla partenza; giova alla salute. –  Esco di casa; Vengo dalla scuola; Torno da Londra; Ritornavano dalla campagna; Dante fu esiliato da Firenze. Ha 4 tempi: presente, imperfetto (tempi semplici), passato, trapassato (tempi composti). 2) Alcuni pronomi indefiniti non hanno alcun corrispondente tra gli aggettivi della stessa specie; essi sono: Uno, qualcuno o qualcheduno, ognuno, che non hanno plurale e che si usano come soggetto e come complemento: ad esempio, è venuto a casa con uno; qualcuno mi darà l’informazione giusta; ognuno per sé; qualcheduno m’ha indicato la via. Cui è pronome relativo, invariabile nel genere e nel numero; si usa soltanto come complemento diverso dal complemento oggetto e significa: al quale, del quale, dal quale, col quale, ecc.